COLLEZIONE DI CIMELI SPAZIALI E METEORITI
LE IMPATTITI
Le impattiti sono rocce terrestri che si sono fuse, vetrificate o comunque modificate in seguito a forti impatti meteoritici.
Studiandole, è possibile scoprire molto su antichi impatti avvenuti in passato, specie laddove non vi è più traccia né di frammenti del corpo celeste originale, né tantomeno del cratere.
Qui vi propongo una selezione del materiale da impatto che ho collezionato nel corso di questi anni.
Proveniente dal deserto di Atacama, in Cile, si tratta di un vetro da impatto formatosi da rocce terrestri fuse da un grande impatto meteoritico che sono state poi ejettate in atmosfera ancora fuse e che si sono solidificate ricadendo a terra.
Simili alle tektiti, possono avere forme diverse, a seconda dell'orientamento con cui sono ricadute a terra.
Il campione qui proposto ha un peso di 3 g
Conosciuto sin dai tempi degli antichi egizi, il vetro libico o LDG (Libyan Desert Glass) è un vetro formatosi dalla fusione della sabbia del deserto al confine fra l'Egitto e la Libia, probabilmente dovuta ad un enorme impatto meteoritico del passato.
Sin dall'Antico Egitto, viene utilizzato per la creazione di gioielli.
Può essere di varie sfumature di giallo a volte tendente al verde o all'ambrato.
Il campione qui proposto ha un peso di 152 g
Proveniente dalla Norvegia, si tratta di una breccia, ovvero una roccia formata dalla fusione di più rocce insieme, originatasi in seguito ad un impatto meteoritico avvenuto circa 380 milioni di anni fa.
Il campione qui proposto ha un peso di 422 g
Proveniente dall'Ucraina, si tratta anch'essa di una breccia da impatto, ovvero di una roccia composta dalla fusione di più rocce insieme.
Il campione qui proposto è una fetta del peso di 104 g
Proveniente dalla Repubblica Ceca, si tratta di un vetro da impatto.
Il cratere dell'impatto, tuttavia si trova in Germania, nella città di Nördlingen, segno che questo vetro è stato sparato a diversi chilometri di distanza dal luogo della caduta meteoritica avvenuta circa 15 milioni di anni fa.
Considerati molto appetibili dai collezionisti, questi vetri sono spesso utilizzati anche nella realizzazione di gioielli.
Il campione qui proposto ha un peso di 5 g
Formatasi in seguito allo stesso impatto che ha generato le Moldaviti, questa roccia dall'aspetto vetroso, si trova praticamente ovunque a Nördlingen in Germania, città costruita all'interno di un antico cratere meteoritico.
Con questo materiale sono stati costruiti diversi edifici, inclusa la storica chiesa di San Giorgio a Nördlingen.
Il campione qui proposto è un fine pezzo del peso di 67,476 g
Si tratta di una breccia da impatto proveniente dalla Francia.
L'impatto che l'ha originata è avvenuto circa 200 milioni di anni fa.
Il campione qui proposto è una fetta del peso di 94 g
Formatisi mediante l'onda d'urto di forti impatti meteoritici, gli "shatter cones" sono fra le prove più affidabili del fatto che nella zona in cui vengono rinvenuti ci sia stato un grande impatto meteoritico in passato di cui non esiste più traccia.
Si trovano talvolta lungo le pareti di antichi crateri e rappresentano una sorta di "fotografia" dell'onda d'urto che li ha originati.
Ben visibili in foto sono le striature tipiche di questo tipo di materiale.
Il campione in questione proviene dal cratere di Steinheim in Germania ed ha un'età stimata di almeno 15 milioni di anni.
Provenienti dal Sud-Est Asiatico, queste tectiti rappresentano uno degli esempi più comuni di vetro da impatto.
Le loro forme, che possono essere allungate, a goccia o persino sferiche, dipendono dall'orientamento con cui sono ricadute sulla Terra dopo essere state fuse dall'impatto che le ha originate.
Sebbene non si tratti di una vera e propria impattite, il legno di Tunguska merita una menzione d'onore.
Di quello che passò alla storia come l'evento di Tunguska, avvenuto in Siberia il 30 giugno 1908 e che distrusse chilometri di foresta, senza fortunatamente causare danni a persone, è stato scritto molto, ma tutt'ora non si sa con certezza se fu un impatto meteoritico a causarlo, dato che non furono mai scoperti né crateri, né frammenti di rocce spaziali.
Una delle ipotesi più accreditate è quella dell'esplosione di una cometa o parte di essa avvenuta in atmosfera.
Studiando gli alberi già presenti all'epoca dell'evento, si può notare come in prossimità dell'anello corrispondente al 1908 si verifichino anomalie di vario tipo. Infatti questi anelli sono spesso più sottili o deformati proprio in quell'area.
Il campione qui proposto proviene dalla storica spedizione organizzata dall'Università di Bologna nel 1991 a Tunguska e guidata dal Prof. Romano Serra.
La freccia indica l'anello corrispondente alla data dell'evento.