COLLEZIONE DI CIMELI SPAZIALI E METEORITI
Questo casco da volo appartiene alla dotazione dei piloti dell’aviazione militare sovietica impegnati sui caccia MiG, simboli della supremazia aeronautica dell’URSS durante la Guerra Fredda. Progettato per garantire protezione, comunicazione e orientamento in condizioni estreme, era corredato di sistemi di cuffie e maschera d’ossigeno, elementi essenziali per il volo ad alta quota e ad alta velocità.
Questo guanto fa parte della tuta spaziale Sokol KV-2, sviluppata per i cosmonauti sovietici e russi durante le fasi di lancio, rientro ed emergenza delle missioni spaziali. Progettato per mantenere la pressurizzazione e la mobilità della mano in condizioni critiche, il guanto integra strati isolanti, giunti flessibili e sistemi di tenuta che permettono operazioni precise in un ambiente potenzialmente ostile alla vita umana.
Questo alimento fa parte delle razioni spaziali russe utilizzate a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Le pesche, sottoposte a processi di conservazione specifici per l’ambiente orbitale, sono confezionate per garantire sicurezza alimentare, lunga durata e consumo in assenza di gravità. La preparazione preserva sapore e valori nutrizionali, contribuendo al benessere fisico e psicologico dei cosmonauti durante le missioni di lunga permanenza.
Questo numero de Il Messaggero documenta uno dei momenti più significativi del XX secolo: lo sbarco dell’uomo sulla Luna. Pubblicato il giorno successivo all’allunaggio dell’Apollo 11, il quotidiano restituisce lo stupore collettivo e la portata storica dell’evento attraverso titoli, immagini e linguaggio giornalistico dell’epoca.
In copertina è visibile il dettaglio di un’impronta “lunare” ricostruita, una riproduzione scenografica ispirata alle tracce lasciate dagli astronauti sul suolo della Luna. L'immagine fu ricostruita utilizzando uno stivale da pesca, poiché per poter pubblicare le fotografie originali era necessario attendere il rientro a terra dell'equipaggio e i tempi di sviluppo, stampa e distribuzione delle pellicole scattate sulla Luna.
Pellicole fotografiche in formato 70 mm scattate durante la missione Apollo 12 per documentare la superficie lunare, le attività extraveicolari e le fasi operative della seconda spedizione umana sulla Luna. Caricate nelle fotocamere Hasselblad modificate per l’ambiente spaziale, le pellicole registrarono immagini ad altissima definizione, pensate non solo per la comunicazione pubblica ma soprattutto per l’analisi scientifica.
Le pellicole qui proposte provengono dal lascito di Shirley (Lee) Ferber, che ha lavorato alla Boeing per il programma Apollo.
Questo frammento proviene dal materiale utilizzato per i paracadute delle capsule Apollo, componenti essenziali per il rientro sulla Terra degli astronauti dopo le missioni lunari. I paracadute costituivano l’ultima e decisiva barriera tra l’equipaggio e l’impatto con l’oceano, affidando la sopravvivenza umana a tessuti tecnici, cuciture e calcoli aerodinamici.
L’autografo di Walter Cunningham, astronauta dell’Apollo 7, accompagnato dalla dicitura “Our Life Insurance” (La nostra assicurazione sulla vita), trasforma questo frammento in una dichiarazione diretta e potente. Non è una metafora, ma una constatazione: la vita degli astronauti dipendeva concretamente da questo materiale.
Questo documento tecnico riguarda le traiettorie di ascesa e discesa del Modulo Lunare della missione Apollo 17, l’ultima missione umana sulla superficie della Luna. Utilizzato probabilmente dal supporto missione a Terra, il materiale contiene mappe lunari, schemi orbitali e dati necessari al monitoraggio e alla validazione delle manovre critiche di avvicinamento, allunaggio e decollo dal suolo lunare.
Questi badge identificativi appartenevano a tale A.J. Malerk, membro coinvolto nel Programma Gemini, e riportano la dicitura “Gemini Target”, in riferimento ai veicoli bersaglio Agena utilizzati nelle missioni per le manovre di rendezvous e aggancio orbitale. Il programma Gemini fu fondamentale per sviluppare le competenze tecniche necessarie alle successive missioni Apollo, in particolare il controllo orbitale e l’incontro tra veicoli nello spazio.
Questa serie di diapositive, prodotta dalla Zeiss per il pubblico, presenta una selezione di immagini scattate durante la missione Apollo 10.
La serie di diapositive “Objektive in der Raumfahrt” fu realizzata in vari fascicoli ciascuno contenente un'accurata selezione delle migliori immagini della specifica missione a cui è dedicato (Apollo 10 in questo caso).
Questo badge identifica il personale autorizzato ad accedere al Vehicle Assembly Building (VAB), il gigantesco edificio di assemblaggio dei veicoli spaziali situato al Kennedy Space Center, Florida.
Il VAB, il più grande edificio a un solo piano del mondo, fu il cuore logistico del Programma Apollo e successivamente delle missioni Space Shuttle, dove razzi e capsule venivano assemblati, testati e preparati per il lancio.
Questo esemplare in particolare è dell'era "Space Shuttle".
Questo numero speciale della rivista Life celebra lo sbarco dell’Apollo 11 sulla Luna, con Buzz Aldrin immortalato sulla superficie lunare in copertina. Pubblicata poco dopo la storica missione, la rivista documenta l’impresa attraverso fotografie iconiche, reportage e approfondimenti giornalistici, offrendo al pubblico terrestre una narrazione diretta e visiva dell’esplorazione lunare e momenti intimi della vita privata degli astronauti protagonisti.
Questo numero de Il Resto del Carlino documenta la crisi della missione Apollo 13, raccontata attraverso il titolo “Misteriosa esplosione” e gli articoli a corredo. Il giornale riporta notizie, aggiornamenti e immagini legate alla missione che fu definita come il fallimento di più grande successo della storia. In copertina sono visibili le foto dei tre membri dell'equipaggio Jim Lovell, Fred Haise e Jack Swigert, mentre in basso, ripiegati, altri giornali dell'epoca che testimoniano la catastrofe sfiorata dall'Apollo 13 e il primo epico viaggio di Apollo 11.
Patch commemorativa della missione Apollo 13 autografata dall'astronauta Fred Haise, pilota del Modulo Lunare della missione stessa, nonché fra i fondatori dell'Infinity Science Center, da cui questa patch firmata e numerata proviene.
Oltre al nome della missione "Apollo 13" e i tre cavalli alati diretti verso la Luna a rappresentare i tre membri dell'equipaggio, colpisce il motto della missione ricamato sulla patch; "Ex Luna, Scientia", ovvero "Dalla Luna, la conoscenza", a testimoniare il fatto che questa sarebbe dovuta essere una missione di carattere scientifico, se non fosse stato per l'incidente che costrinse l'equipaggio ad un rientro d'emergenza.
Questa mappa della superficie lunare, mostra un dettaglio della regione di "Fra Mauro", che sarebbe dovuta essere la zona di allunaggio dell'Apollo 13 e faceva parte del "Lunar Surface Exploration Map Data Package", utilizzato dagli astronauti durante l'addestramento.
In seguito all'incidente di Apollo 13 che non ne permise l'allunaggio, le stesse mappe furono utilizzate per l'addestramento dell'Apollo 14.
La mappa è autografata dall'astronauta Fred Haise, pilota del Modulo Lunare della missione Apollo 13.
L'iscrizione dice "Used for traverse familiarization".
Autografi dell'astronauta Alfred M. Worden, pilota del Modulo di Comando della missione Apollo 15.
Il primo autografo, in alto, è posto su una cartolina di un evento dal titolo "Finite Earth" e riporta la dicitura "Best Wishes".
Il secondo autografo, visibile in basso, è posto su una delle tante buste commemorative della missione prodotte con tanto di francobollo e timbro della data di allunaggio (30 luglio 1971).
Alcune di queste buste venivano portate sulla Luna per poi essere rivendute sottobanco dagli astronauti stessi una volta rientrati oppure talvolta lasciate in custodia alle mogli che, nel malaugurato caso in cui i propri mariti non fossero tornati vivi dalla Luna, avrebbero potuto rivenderle garantendosi così una sorta di assicurazione, motivo per cui vengono chiamate in gergo "Insurance Cover".
Questa singola pagina proviene da un documento personalmente appartenuto e studiato dal comandante della missione Apollo 11 Neil Armstrong, come testimonia la lettera di provenienza della "Armstrong Family Collection" firmata dai suoi due figli Mark e Rick.
La pagina in questione tratta l'evoluzione del sistema PLSS (Portable/Primary/Personal Life Support System), quella specie di "zaino" posto sul retro delle tute spaziali, che contiene tutto il necessario per garantire la sopravvivenza degli astronauti sulla Luna.
Un evoluzione di esso è tuttora in uso per le tute da attività extraveicolare (EVA) in dotazione agli astronauti a bordo della ISS (Stazione Spaziale Internazionale)
Comunicato stampa di 6 pagine a proposito della selezione del sito di allunaggio della missione Apollo 16 datato 15 giugno 1971, quindi dieci mesi prima della missione, lanciata il 16 aprile 1972.
Come riferito nel comunicato qui esposto, la scelta del sito di allunaggio per questa missione ricadde su un altopiano denominato "Descartes".
Cartolina commemorativa di un evento organizzato dall'associazione ADAA (Associazione per la Divulgazione Astronomica ed Astronautica) a Peccioli il 2 maggio 2017 autografata dall'ospite dell'evento, l'astronauta Charlie Duke, pilota del Modulo Lunare della missione Apollo 16, decimo uomo, ed attualmente il più giovane, ad aver camminato sulla Luna.
Sullo sfondo un dettaglio della foto AS16-114-18423 che mostra Charlie Duke sulla Luna accanto al cratere Plum. Sullo sfondo è visibile il Lunar Roving Vehicle.
In basso, il momento dell'autografo (Photo Credits: Luigi Pizzimenti).
Il kapton è un materiale isolante molto utilizzato nel settore aerospaziale, capace di resistere a temperature estreme.
Il pezzo qui mostrato faceva parte dell'isolamento del Modulo Lunare LM-11 della missione Apollo 16, denominato Orion ed è stato rimosso prima del volo.
È autografato e certificato dall'astronauta Charlie Duke, "moonwalker" e pilota del Modulo Lunare della missione Apollo 16.
L'iscrizione dice "Spare kapton from Orion LM-11"
Selezionato dalla NASA come uno dei primi sette astronauti per il progetto Mercury, John Glenn fu il terzo americano a volare nello Spazio, dopo Alan Shepard e Gus Grissom, ma divenne il primo ad orbitare attorno al nostro pianeta.
Lasciata la NASA ebbe una carriera anche in politica diventando senatore degli Stati Uniti d'America e tornò successivamente in orbita, all'età di 77 anni, con lo Space Shuttle con la missione STS-95 nel 1998, ben 36 anni dopo la sua prima missione Mercury-Atlas 6 e divenne la persona più anziana ad aver volato nello Spazio.
La prima fotografia lo ritrae all'epoca del progetto Mercury con la storica tuta argentea e il casco. La sua firma ben visibile in pennarello nero su cartoncino bianco è incorniciata sotto questa fotografia.
In basso è visibile un vecchio ritaglio di giornale con una fotografia di John Glenn ed un autografo dedicato ad una certa Jasmine "with best regards".
Adesivi vintage raffiguranti gli stemmi di tutte le missioni del progetto Apollo con equipaggio umano, dalla 7 alla 17 per concludere con un ultimo adesivo raffigurante una bandiera degli Stati Uniti d'America.
In questo set non è presente lo stemma della missione AS-204, più comunemente nota come Apollo 1, tristemente famosa per il tragico incidente sulla rampa di lancio in cui persero la vita i tre membri dell'equipaggio: Ed White, Gus Grissom e Roger Chaffee.
Busta commemorativa della missione Gemini 4, in cui Ed White divenne il primo astronauta statunitense a compiere un'attività extraveicolare (EVA), spesso chiamata anche passeggiata spaziale (spacewalk).
La busta presenta sul lato sinistro, in rosso, le immagini del lancio, delle fasi salienti della missione, del recupero della capsula in mare e i volti dei due membri dell'equipaggio, mentre i due francobolli in alto a destra vanno a riprodurre il momento storico in cui Ed White si trovò a volare liberamente nello Spazio. Il timbro apposto su di essi ci ricorda la data della prima emissione di questi francobolli commemorativi, il 29 settembre 1967.
La busta è autografata dall'astronauta James McDivitt che oltre alla qui citata Gemini 4, partecipò anche al programma Apollo, prendendo parte alla missione Apollo 9.
Carta intestata dell'Hotel Sheraton di New Orleans autografata dall'astronauta James Lovell.
Lovell fu uno dei pochi fortunati a raggiungere la Luna ben due volte, con Apollo 8, la prima storica missione in orbita lunare nel 1968 e come comandante della missione Apollo 13 nel 1970, durante la quale avrebbe avuto la possibilità di camminare sulla Luna, sogno che andò presto in fumo a causa del noto incidente.
Per prepararsi al programma Apollo prese precedentemente parte a ben due missioni del programma Gemini; la numero 7 comandata da Frank Borman, con cui condividerà poi anche l'Apollo 8, e la numero 12 pilotata da Edwin "Buzz" Aldrin, che diverrà di lì a tre anni, il secondo uomo a camminare sulla Luna dopo Neil Armstrong.
Certificato da "Tod Mueller Autographs"
Questa bandierina degli Stati Uniti d'America è stata portata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale il 29 agosto 2021 grazie ad un razzo Falcon 9 ed una capsula Dragon di SpaceX.
Il 20 agosto 2022 è stata riportata a Terra dopo aver speso 356 giorni nello Spazio ed aver orbitato la Terra 5696 volte.
Certificata da Richard Garner - The Space Collective
Cartoline autografate dall'Astronauta italiana dell'Agenzia Spaziale Europea Samantha Cristoforetti.
La prima cartolina in alto mostra Samantha in orbita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale con due patch "100 days" che gli astronauti ricevono dopo aver superato i 100 giorni nello Spazio. Visibile sullo sfondo la "Cupola", la finestra da cui gli astronauti possono osservare la Terra.
Il secondo autografo è posto su un cartoncino bianco con la dicitura NEEMO 23, la stazione sottomarina in cui si simulano le missioni spaziali e di cui Samantha è stata comandante nel 2019.
La terza cartolina mostra una giovane Samantha Cristoforetti da poco selezionata come nuova astronauta dell'ESA. Sullo sfondo la Stazione Spaziale Internazionale, dove di lì a qualche anno si troverà a volare per ben due missioni.
Patch della missione "Beyond" autografata dall'astronauta e comandante Luca Parmitano.
La patch mostra in primo piano la terra azzurra, con una striscia dorata sopra di essa a rappresentare la fascia in cui orbita la Stazione Spaziale Internazionale (stilizzata in bianco nella patch). Subito oltre si vede la Luna, poi Marte e sullo sfondo lo Spazio interstellare su cui, circondato di stelle, è ricamato il nome della missione, "Beyond" (oltre).